Festival del Paesaggio di Anacapri – IX edizione
Travelogue. Paesaggi con rovine
Alessio de Girolamo, Katarina Löfström,
Masbedo, Angelo Mosca, Luca Pancrazzi e Sislej Xhafa
a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio
7 settembre — 18 novembre 2025
INAUGURAZIONE: sabato 6 settembre 2025, ore 18.00
Villa San Michele e centro storico Anacapri (Napoli)
Anacapri, 25 giugno 2025. Dal 7 settembre al 3 novembre 2025 torna a Villa San Michele e nel centro storico di Anacapri il Festival del Paesaggio di Anacapri con una nuova edizione curata da Arianna Rosica e Gianluca Riccio, dal titolo Travelogue. Paesaggi con rovine.
La nona edizione del Festival rielabora il tema del Viaggio in Italia, riflettendo in particolare sul valore culturale e iconografico delle rovine. Le opere e installazioni site-specific di Angelo Mosca, Masbedo, Katarina Löfström, Alessio de Girolamo, Sislej Xhafa e Luca Pancrazzi contribuiscono a dare nuovi significati e forme alle ruine, allontanandole dal richiamo a una tradizione tutta italiana e un’estetica del passato, e reinterpretandole, invece, come tracce vive di un paesaggio storico, artistico, sociale e personale.
Travelogue. Paesaggi con rovine si pone come un viaggio, un Grand Tour contemporaneo, alla scoperta degli echi del passato nella ricerca artistica contemporanea e delle relazioni inedite tra arte e paesaggio.
Nel percorso espositivo Alessio de Girolamo (1980) presenta un’installazione sonora che fonde memoria musicale e linguaggio digitale, creando un ponte tra passato e presente attraverso la costruzione di un paesaggio sonoro vivo e intimo che restituisce il respiro di una Capri notturna, personale e astratta.
Angelo Mosca (1961), con l’installazione Reperti, propone invece una serie di dipinti che indagano la relazione tra rovina e ritrovamento, tra ciò che è stato e ciò che può ancora nascere dall’arte come atto di scavo e di visione.
Katarina Löfström (1970) porta nel parco della Villa l’opera Open Source (4:3), una grande parete composta da migliaia di paillettes che reagiscono al vento e alla luce. L’opera riflette il paesaggio circostante, producendo un’immagine frastagliata e in continua mutazione: uno schermo vivo, cangiante, su cui si proiettano cielo, mare e tempo.
Luca Pancrazzi (1961) riflette sulla pratica artistica come processo relazionale e sul valore poetico dello scarto. A Villa San Michele Pancrazzi ha scelto di esporre i suoi paesaggi minuti che fanno appello a una memoria profonda, ad un mito, ad un archetipo poetico. Questi reperti quotidiani diventano la base per comporre piccoli paesaggi astratti in terracotta, veri e propri orizzonti segnati dalle sagome di archeologie dell’ordinario.
MASBEDO, il duo di registi e filmmaker formato da Nicolò Massazza (1973) e Iacopo Bedogni (1970), presenta al Festival l’opera video Resto. Il progetto prende il nome dalla barca usata per trasportare un grande schermo a prua, sul quale viene proiettata una sonata andante di Gianandrea Fioroni. La performance si svolge nel Mare di Sicilia, tra le acque di Aci Trezza, luogo evocato da Giovanni Verga nel romanzo La casa del melograno. L’opera esplora la relazione tra uomo e paesaggio, mettendo in dialogo memoria storica e attualità, e invita il pubblico a riflettere sul senso di appartenenza, sul viaggio e sull’impatto ambientale. Infine, l’installazione di Sislej Xhafa (1970), un arco sormontato dalla scritta al neon “Paradiso” e un semplice tavolino con sedie in plastica, gioca sulla tensione tra immaginario turistico e realtà quotidiana. Con ironia tagliente, l’artista riflette sul desiderio di felicità e sulla sua banalizzazione. Xhafa firma anche due interventi pubblici del Festival allestiti nel centro storico: The Flag Project – III edizione, un’azione simbolica sul concetto di identità attraverso l’installazione di bandiere d’artista e Manifesto, un progetto visivo diffuso dedicato alle affissioni pubbliche della città.
Dal 7 settembre all’8 novembre 2025, nel programma del Festival si inserisce anche il progetto RUINA. Ricercare un’identità nell’antico e nell’attuale.
Realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea in collaborazione con Villa San Michele, RUINA presenta le opere di cinque giovani artiste italiane – Clarissa Baldassarri, Morena Cannizzaro, Maria Cavinato, Carmela De Falco, Irene Macalli – che, attraverso differenti linguaggi, dalla scultura all’installazione ambientale, dalla fotografia analogica all’uso dell’immagine digitale, inquadrano il tema delle rovine come presenze attive, come veri e propri oggetti che, a partire dalla loro dimensione archeologica, appaiono in grado di recuperare tradizioni e relazioni, storie e immagini in via di scomparsa.
In un discorso in bilico tra l’antico e l’attuale, i lavori delle cinque giovani artiste negli spazi di Villa San Michele, affrontano uno spettro di temi che vanno dalla fragilità della memoria pubblica e personale, al rapporto tra storia intima e storia collettiva, tra creazione artistica e dimensione sociale; dall’inesorabile frammentarietà di un ordine culturale e storico alla spinta a rintracciare in tale paesaggio punteggiato da rovine l’origine per un nuovo alfabeto visivo.
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