2016

LUIGI GHIRRI

a cura di Gianluca Riccio e Arianna Rosica
30 luglio – 25 settembre 2016
Museo Casa Rossa, Anacapri

 

Ogni anno il Festival ruoterà intorno alla figura di un artista che, nel tempo, ha stabilito con Capri una relazione privilegiata. Protagonista di questa I edizione è Luigi Ghirri con una mostra personale di 24 fotografie selezionate tra quelle realizzate da Ghirri a Capri tra il 1981 e il 1983.

Si tratta d’immagini che segnano l’avvio per il grande fotografo emiliano di un modo nuovo di leggere l’ambiente che troverà importanti sviluppi negli anni seguen- ti evidenziando l’importanza del tema del paesaggio nella sua poetica. Nel 1980 l’incarico di fotografare Napoli per una campagna promozionale intesa a rinnovare la visione della città di Napoli e del golfo porta infatti Ghirri in contatto con un mondo naturale e storico diverso da quello dell’Emilia Romagna e della pianura padana a lui familiare, ponendogli il problema di come interpretarlo e fornendogli l’occasione per aggiornare anche la propria fotografia.

La lettura più immediata per il fotografo emiliano è quella che passa attraverso l’immaginario mitologico, costi- tuito dalla storia e dall’arte antica e dal sedimento di ricordi pittorici da lui accumulato negli anni. L’immagine così viene strutturandosi in un sistema in cui, anziché narrare storie di uomini nel loro divenire, è possibile mostrare le testimonian- ze lasciate da storie che sono già concluse e che richiedono l’aiuto dell’immaginazione personale per essere ricostruite.
Le vedute “usurate” dei Faraglioni di Capri o di altri scorci isolani – raffiigurate spesso con un cannocchiale in primo piano per indicare il logorio dell’immagine e contemporaneamente la sua possibilità di riscatto attraverso lo strumento visivo – le vedute panoramiche montate come nei dipinti romantici, gli scorci di edifici, diventano attraverso lo sguardo ghirriano, tanti momenti di una scelta indirizzata a fare una fotografia lontana dallo stereotipo dell’illustrazione turistica e della cartolina illustrata, cosicché l’immagine, piuttosto che a idarsi ad una piatta riproduzione del reale, si definisca come deposito di memorie, come luogo di evocazione e di stimolo a un racconto sempre di là da venire in cui il tempo della rappresentazione appaia costantementein bilico tra presente e passato, tra testimonianza collettiva e memoria personale.

La mostra Luigi Ghirri è promossa dall’Associazione Il Rosaio e la Fondazione Capri insieme al Comune di Anacapri e alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggi per il Comune e la Provincia di Napoli e in collaborazione con Archivio Luigi Ghirri, Fondazione Exclusiva e Accademia di Belle Arti di Urbino.

 

Luigi Ghiri, immagini dalla serie Capri, 1981